COS'E' IL TEATRODANZA
TEATRO DANZA PER GRANDI, PICCOLI O PER TUTTI?
Che cosa sia il teatrodanza in Europa, Italia o nel mondo è ancor oggi affare di fans , sostenitori, esperti; la gente comune pensa ad una sorta confusa di ibrido spettacolare ove convergono diversi generi (per l' appunto danza, altrimenti non si spiegherebbe il termine, unita a un po' di tutto, musica, recitazione, gestualità, canto, mimo...e chi più ne ha ne metta) per un risultato a volte poco compreso nella sua proposta, troppo composito e insieme troppo poco connotato. Nasce dall'espressionismo tedesco degli anni trenta, si consolida nel novecento soprattutto in Germania (la grandissima Pina Bausch ad esempio) si diffonde in Europa (anche in Italia, ad opera prima con Susanna Egri, poi Sosta Palmizi, la compagnia Bertone/Abbondanza), Lindsay Kemp, Alwin Nikolais, Carolyn Carlson, per dirla in termini concisissimi.
E qui si parla di teatrodanza per un pubblico adulto. Quante volte mi sono sentita porre la domanda, tra lo scettico, il diffidente, l' ironico su che cosa mai io intendessi per teatrodanza per bambini, ma questo soprattutto agli inizi.
Intendiamoci subito: il teatrodanza non è balletto nell' accezione universale del termine, nè accademico, nè neoclassico, moderno, contemporaneo, jazz, non è solo coreografia con innesti di mimo, cabaret, espressione corporea libera, ma è tutto questo in un bel rapporto espressivo di confronto e creatività con la parola, l' uso della voce e del gesto: è un bel modo di narrare in teatro, con una forte connotazione simbolica, cui si aggiungono interventi di solido impatto visivo dovuto all' arte figurativa, alla pittura, non più solo décor, e ad un uso più esteso di componenti musicali e verbali.
Già complicato così: figuriamoci con i bambini e i ragazzini. Invece è assai più semplice di quel che può sembrare: già il mondo simbolico appartiene loro di diritto, ben più che a noi, poi le commistioni e le fusioni di più mezzi espressivi fanno parte naturalmente del loro modo di comunicare: il gioco stesso, nella sua più bella forma compiuta, mette insieme racconto, invenzione e realtà, proiezioni in tempi diversi, altro uso dei materiali e degli spazi, impiego di sonorità e voci. Gli adulti dovrebbero astenersi dall' intervenire, i piccoli sanno far meglio della nostra più avanzata fantasia.
Gli adulti, gli educatori invece, e qui entro in causa con la mia particolare concezione di teatrodanza per bambini, dovrebbero intervenire in ciò che i bambini debbono imparare a fare: organizzare, coordinare, armonizzare e apprendere, in maniera lieve (il che non significa sempre e soltanto ludica e poco impegnativa) cose nuove: nuovi linguaggi (poesia, canto), nuove tecniche (anche vari generi di danza, perchè no, ma penso ad altro: introduzione a qualche concetto di scenotecnica, di architettura in teatro, solo per capire i rapporti volumetrici tra la mia persona, gli altri, gli elementi scenografici e lo spazio a disposizione in larghezza, altezza, lunghezza, peso), nuove esplorazioni (in campo artistico: pittura, scultura, plastica; musicale: generi anche azzardati come il contemporaneo, o il classico sinfonico; letterari) . Il teatrodanza in questo è un contesto perfetto. Aiuta a crescere, diverte, lega, consolida i rapporti, crea situazioni nuove, filtra e trasmette saperi nuovi, incuriosisce, e cosa non da poco, anche i cosiddetti grandi, genitori e insegnanti, ne sono contenti e condividono l' esperienza.