PERCHE' TEATRO E ARTE
METTERE IN SCENA L'ARTE E DIVERTIRE I BAMBINI
Questa è la storia di un piccolissimo miracolo italiano, nato, sviluppatosi in una piccola media città del Nord Italia, Bolzano, e realizzato per inventare insieme a bambini e ragazzi piccole grandi emozioni artistiche. Senza presunzione, ma con tanta convinzione e passione.
E' la storia della mia Associazione BRICABRAC, davvero piccola realtà di qualità di teatrodanza con e per ragazzini dai 6 ai 18 anni di età, che dal 2000 fino ad oggi, si è incredibilmente guadagnata con lavori e progetti prestigiose ribalte di Festival Mondiali di Teatro e Musica per Ragazzi, e si è vista riconoscere in ambito internazionale una valenza pedagogica e educativa con notevoli e lusinghieri riscontri su stampa nazionale e estera.
Cosa assai rara e difficile, soprattutto se si lavora anche “con” i bambini, e non solo “per” ad opera di esperti professionisti.
Cos’ha di speciale Bricabrac? Mah, forse quel pizzico di rischio giocoso, che è proprio dei bambini, di avventurarsi a fare cose che nel pensiero comune non trovano posto.
Fare del teatro con i piccoli per far loro conoscere e vivere l’ arte, soprattutto moderna e contemporanea? Ma via, ci vuole un bel po’ di audacia (però sorridente) perché i piccoli si accostino alle più importanti correnti d' arte sperimentando l’allestimento come un gioco per costruire décor , scene e costumi e armonizzando un caleidoscopio di vari linguaggi: visivi, plastici, musicali,verbali, gestuali.
BRICABRAC è questo stimolo alla curiosità attiva nelle menti giovanissime verso le diverse forme artistiche. Un esempio?
Abbiamo letteralmente tuffato i bambini in una fiaba ben conosciuta, SCHIACCIANOCI, resa però del tutto nuova da una coloratissima dimensione futurista. E il Futurismo è diventato molla per una rivisitazione un po' irriverente di vecchi stereotipi: si sono lette le pagine meno note e più divertenti del racconto, ma soprattutto il mondo di Depero, e in particolare gli schizzi della scenografia de Le Chant du Rossignol cui ci si è ispirati, è diventato un circo magico di colori, forme, elementi plastici che i bambini han subito compreso e fatto loro. Che cosa aggiungere? Sì, ancora le musiche scritte per l' infanzia da Satie, Poulenc, Casella, le liriche del più grande poeta e disegnatore futurista italiano anche per i bambini: Sergio Tofano, in arte STO e per finire l' apporto coreografico, certamente molto semplice, ma sempre in linea con il Bauhaus e O. Schlemmer .
E' intento pedagogico? E' esperienza interattiva? E' gioco formativo? E' educazione alla comprensione artistica? E' sperimentazione?
Sinceramente, non lo so : dopo tanti anni di lavoro so che funziona, e bene, e so che cosa non è: né animazione, né improvvisazione, mode che rigetto senza mezzi termini.I bambini e i ragazzi hanno necessità di “mettere le mani in pasta” in ciò che stan facendo o studiando. Guardare, ascoltare, ripetere, non basta.
Questi percorsi teatrali di curiosità all’arte, (il cui primo intento è rispettare l’età e soprattutto l’intelligenza dei piccoli), aprono una dinamica “palestra delle idee” dove fare “ginnastica mentale” secondo la giustissima provocazione di un grande maestro italiano , nonché sensibilissimo creatore di occasioni per l' infanzia : Bruno Munari.
Senza la paura di evitare questo o quell' artista o autore (es. Tinguely e Melotti per un Orlando Furioso; Calder e Mirò per un Flauto Magico), questa o quella corrente figurativa o letteraria (scelta accurata di buona narrativa), solo perchè “forse non adatta” alla comprensione infantile. Credo che ai bambini, nel contesto giusto, con modi corretti e tempi idonei, rispettando sensibilità , buon senso e gusto, si possa presentare quasi tutto. A volte anche le provocazioni. Mai le banalità, nè volgarità o mistificazioni.
Come si lavora in Bricabrac, cioè con me, soprattutto pensando a bambini piccoli, di età compresa tra i 6 e i 10 anni, oppure nella delicatissima età adolescenziale? Con molta cautela, sensibilità, tempo, fornendo quanti più imput possibili, due incontri settimanali di aperto confronto e a volte di divertito e animato bisticcio su come l' arte plasma il lavoro di composizione e su come al contrario il loro lavoro compositivo plasma, cambia, interpreta l' arte.
Quindi nessun intendimento di farne dei “piccoli artisti” , bensì stimolo a invogliarli ad essere dei “piccoli curiosi e consumatori d' arte”
E che cosa ne è risultato? Andate su SPETTACOLI…